Vissuto intorno al 1600. Accusato di essere causa della peste che a quei tempi decimava la popolazione di Lecce, si dice che ogni qual volta stava per essere linciato o fucilato, le guardie sentivano una voce misteriosa dire: non vi permettete di ammazzarlo. Frate di grande contemplazione ed estasi, si elevava fino a otto palmi da terra rimanendo sospeso per parecchio tempo. Si racconta che una volta fece tutta una scala volando; a volte per verificare se fosse una finzione, i frati lo pungevano con spilli ed altri arnesi in faccia, sui piedi, dappertutto e lui rimaneva immobile, senza avvertire nulla. Condusse vita poverissima e, questuando, accettava solo quanto era sufficiente per una giornata. Impostò rigorosamente la sua esistenza a questa regola. Morì a Gallipoli riverito e Venerato da tutti nel 1687.

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