Padre Francesco da Seclì

Padre Francesco, minore osservante, nacque a Seclì attorno al 1585 da un casato non noto. Di origini nobili indossò l'umile saio a soli 15 anni. Nell'ambito del suo ordine fu stimato ed amato ricoprendo delle cariche importanti. Si dice che durante la celebrazione della santa messa si elevasse più volte da terra per un quarto d'ora e al parlare di Gesù Cristo si sciogliesse in pianto ed al pianto coinvolgesse coloro che lo ascoltavano. Tante donne e bambini furono salvati dalle sue preghiere.

Venne ordinato sacerdote nel 1610 e nel 1625, Definitore nella "Regolare Osservanza" passò poi alla Serafica Riforma di San Nicolò esercitando contemporaneamente il lettorato di Filosofia e di Teologia. Di fondamentale importanza nella vita di Padre Francesco è stato il viaggio in Palestina, per il quale partì nel 1628 per arrivare in Terra Santa ben cinque mesi dopo. Ricordiamo, infatti, che il viaggio si svolse in condizioni avverse e che all'epoca erano frequenti le aggressioni di pirati e corsari). Da questo viaggio Padre Francesco trasse molte esperienze che lo portarono a pubblicare il "Viaggio di Gerusalemme" nell'anno 1639, un fittissimo, minuzioso e prolisso diario dell'accaduto.

Tornato dal viaggio da Gerusalemme, passò per i conventi di Santa Maria della Croce a Francavilla Fontana e per quello di san Bernardino a Bari. In questo lasso di tempo diede alle stampe il "Paragone spirituale" (nel quale, con esauriente compitezza, delinea una sua teologia misticheggiante, sulle orme di San Bonaventura e della successiva tradizione francescana. Stampa anche altri trattati minori dei quali non è stato rinvenuto nessun esemplare); la "Novena pro expecaione partus virginis Mariae, in qua etiam agit de Immacolata Virginis Conceptione", l'"Opusculum in laudes S.Antoni Patavini" e infine il "Beatissimi Francisci Patris de paula incliti foundatoris ordinis minimorum opuscula quaedam (...) a Patre Francisco a Seclì(...) summa diligentia excerptaet in unum ob suam in Sactum devotionem collecta".

Nel 1643 diede alle stampe il "Modo di Orare" che giungeva a suggellare nella maniera più degna un periodo davvero splendido. Un'opera tra le più significative nella formulazione di una sorta di teologia misticheggiante, l'approdo di tutte quelle esperienze personali. Rivela il carattere più pratico sotto il profilo della religione e dei riti con una maggiore apertura alla vita rispetto al "Paragone Spirituale", pur sullo stesso convinto sfondo di una teologia che tende alla definitiva conquista dell'estasi.

Dopo queste pubblicazioni Padre Francesco divenne un personaggio di spicco dell'ambito del suo ordine, infatti ricevette incarichi sempre più importanti ("ministro supremo della grande provincia di S .Nicolò" e "Visitatore delle province riformate di Roma, di Milano e dell'Abruzzo") che culminarono con la proposta da parte di P.Benigno da Genova, allora commissario generale dell'ordine, che padre Francesco diventasse commissario generale alla scadenza del suo mandato. Questo comunque non avvenne a causa della rielezione di P. Benigno, ma ciò sta a significare che il nostro Padre Francesco aveva raggiunto una posizione davvero importante nell'ordine. Successivamente pubblicò altri scritti meno importanti, comunque segnati oramai dalla stanchezza spirituale. Tornò poi nella terra natia andando a finire i suoi giorni nel convento di San Francesco d'Assisi a Gallipoli il 14 luglio 1672 all'età di 87 anni.

Nota bibliografica
MARIO MARTI, "Francesco da Seclì e le sue opere", in "Almanacco di Storia, Arte e Società 2003-2004" a cura di V. Zacchino, Amministrazione Comunale di Seclì, 2003.

X
Torna su